Pandora sulla scrivania

Un pomeriggio in ufficio.

Lavoretto compilativo, ogni tanto non guastano. Un piccolissimo insetto verde mi fa compagnia sulla scrivania: caso rarissimo nelle rarefatte atmosfere dell’open space globalizzato.

Piccolissimo ma stupendo: corpicino filiforme, alucce trasparenti, sembra uscito dalla foresta di Pandora.

Perche’  volevo farla volare via ? Che fastidio mi dava ? Boh. La noia, forse. Quella di Moravia, anche se meno esistenziale e piu’ banale: ero pur sempre in ufficio…

Il primo gesto e’ distratto, fuori misura. Il secondo e’ gia’ nervoso, riesce maldestro: le trasparenze verdi diventano una strisciata scura sulla mia scrivania.

E’ stato improvviso, proprio come un lutto su Pandora, o come i milioni di Alderaan nella coscienza di Obi Wan Kenobi… E’ stato un attimo, ma ho capito due cose.

Una e’ che sono un po’ stanco :-)

Pensierino sulla Liberta’

Non richiesto, un pensierino sulla liberta’.

In un suo recente e divertentissimo post (link) un’amica racconta della carnalita’ dei quadri della Galleria Borghese. Se ne e’ parlato davanti ad una birra: tutte tele studiate a scuola, ma chissa’ come, nell’eta’ del delirio ormonale, la vista di quei dipinti suscitava solo noia..

Alla faccia di quello che si pensa da ragazzini, non c’e’ nulla di piu’ manipolabile del desiderio erotico: ti accendono e ti spengono a piacere – e tu li’ a pensare di costituire chissa’ quale liberta’ personale :-)

Che la scuola riesca ad anestetizzare anche l’eros adolescenziale non stupisce nessuno. Del resto negli anni novanta abbiamo riempito gli atenei di studenti (consenzienti, anzi felici) senza aver alcun bisogno di laureati, a cavallo del nuovo millennio abbiamo riempito le famiglie (consenzienti, anzi felici) di strumenti di risparmio che non potevano controllare, oggi ci hanno convinti (consenzienti, anzi felici) ad avere paura di chi e’ diverso.. E la lista di banalita’ (?!?) potrebbe continuare.

La liberta’ vista da adulti ha una faccia ben diversa da quello che ti immagini quando sei un ragazzo, ma il mondo che ti spalanca e’ incommensurabilmente piu’ vario ed interessante di quanto allora ti potevi immaginare.

Eros compreso: una specie di “centuplo quaggiù”, insomma :-)

Quello Che Serve

Michael Pollan

“La crisi provocata dal cambiamento climatico e’ fondamentalmente una crisi degli stili di vita. Il grande problema non e’ altro che la somma di tante piccole decisioni quotidiane: molte le prendiamo noi ‘consumatori’, e quasi tutte le altre vengono prese in nome dei nostri bisogni, desideri e preferenze.

Se aspettiamo che siano le leggi o la tecnologia a risolvere il problema di come viviamo, significa che non vogliamo veramente cambiare. I nostri politici l’hanno capito benissimo, quindi non si muoveranno finche’ non lo faremo noi. Anzi, aspettare che a salvarci da questa situazione siano i politici e gli esperti, le leggi, il denaro e i grandi progetti, e’ proprio un esempio del modo di pensare – passivo, delegante, dipendente dalle soluzioni di altri – che ci ha cacciato in questo guaio.”

[leggi l'intero articolo sul New York Times Magazine. Questa traduzione e' presa dal numero 745 di Internazionale]

Gomorra

A poche settimane dalla mia prima visita in citta’, non potevo sottrarmi al film tratto dal libro di Roberto Saviano - meno che mai oggi, che Napoli e’ tornata sulle prime pagine dei giornali di tutta Italia.

Il film di Matteo Garrone non comincia e non finisce, non spiega e non giudica: rappresenta. Manca persino ogni commento musicale: nella realta’ tutt’al piu’ si sente una radio.

Ha detto Saviano: “La voglia di capire e’ necessaria: un libro (un film) che insegue questo bisogno diventa uno strumento per il vivere quotidiano, non piu’ letteratura (spettacolo) di evasione”.

Pericolossimo, dunque. E irrinunciabile.

Demoni all’Italiana

Considero Fedor Dostoevskij uno dei geni assoluti della letteratura mondiale: Delitto e Castigo, I Fratelli Karamazov, L’Idiota, I Demoni… Immenso.

Ero curioso di vedere l’ultimo film di Giuliano Montaldo (link): soprattutto per capire cosa aveva da dire il regista alle prese con un riferimento tanto ‘ingombrante’.

Il film dice tanto, fin troppo, e lo fa con una confezione molto teatrale che non mi sembra giovi all’insieme, ma ha il pregio di arrivare in un momento in cui riproporre il valore politico dell’opera dello scrittore russo non e’ affatto banale.

Ma preferisco soffermarmi sulle attrici: Carolina Crescentini e Anita Caprioli hanno dei bei personaggi e sanno renderli al meglio. Davvero brave.

Recessione Economica, Depressione Personale

La campagna mediatica contro noi stessi continua senza sosta: ovunque sui mezzi di comunicazione si tratteggiano scenari futuri a dir poco inquietanti.

Se le cassandre hanno tante voci ma sostanzialmente spingono nella stessa direzione, piu’ frastagliato e’ il fronte dei ‘resistenti’. Molti negano, in modo piu’ o meno convincente, ma piu’ interessanti sono gli stimoli del tipo “facciamocene una ragione ed affrontiamo quel che dev’essere”.

Prendo spunto da un commento ascoltato alla radio qualche giorno fa da Vittorio Zucconi: vietato lasciarsi contagiare dai profeti di svenutura, il quotidiano e’ gia’ difficile oggi, non c’e’ alcun futuro da aspettare. Vale per noi privilegiati – lo siamo sempre meno – e vale soprattutto se allarghiamo lo sguardo ad abbracciare il mondo intero: per milioni di persone i guasti provocati dai cambiamenti climatici, delle incertezze economiche, dei conflitti per le risorse scarse sono una realta’ gia’ oggi.

Inutile allora deprimersi nell’attesa di qualcosa che e’ gia’ qui: guardiamo la realta’ con occhi attenti ed accettiamo le sfide – personali e collettive – che essa comporta.