marcopergioco e il Corriere della Sera

Dare un’occhiata indietro per andare avanti: oggi va cosi’.

Il nonno era giornalista pubblicista: figli e nipoti, chi prima chi dopo, hanno tutti provato a scrivere qualcosa.

L’idea di un giornalino che fosse mio mi venne quindici anni fa: il primo – e ultimo – articolo che scrissi per il foglio dell’oratorio fu censurato dal don… Sogno nel cassetto fino a quando Internet mi diede la possibilita’ di fare a meno della carta, ma un sito personale non era un giornalino ed in ogni caso gli amici con una connessione li contavo sulle dita di una mano. E poi non ero mica tanto bravo :-)

Qualche anno dopo cominciai a leggere Internazionale, nel 2007 aprii il mio blog e  due anni fa arrivo’ l’articolo di David Byrne, di cui scrissi subito (link): un’assoluta folgorazione.

Bene, e’ di oggi un post su Macity: i principali quotidiani italiani sono pronti per l’iPad. Beh, ma noi eravamo pronti gia’ da un pezzo:

Perfetto anche per l’iPhone: doppio tocco in cima ad una colonna e questa si allarga a tutto schermo, pronta per essere letta scrollata e cliccata in punta di dita.

Ciao nonno, lo so che stai ridendo anche tu !!

The Hurt Locker

Questa settimana ero gia’ andato a ballare a Madrid, questa sera mi serviva per ristabilire il ciclo del sonno, cosi’ ne ho approfittato …

Il film trionfatore della notte degli Oscar 2010 e’ fenomenale, parte surreale ma ti accorgi subito che invece e’ iperrealista. Kathryn Bigelow concentra il suo immenso talento spettacolare in un film che pare girato in presa diretta. La tensione e’ alle stelle per due ore, lo spettatore ipnotizzato entra in uno stato di trance come di rado capita in un film, il finale potente ed ambiguo coglie nel segno.

Tra gli spettatori non un respiro, non un battito di ciglia, solo contemplazione attonita di una guerra che e’ cronaca.

Un’esperienza.

La Prima Cosa Bella

L’ultimo film di Paolo Virzi’ lascia stupefatti: e’ di quelli che esci dalla sala e ti chiedi “Ma come gli e’ venuto in mente ?”.

Malinconico e struggente nei contenuti, leggero e solare nella forma: l’amore come anima del mondo, non importa se bello o brutto, giusto o sbagliato, felice o non corrisposto – e’ comunque l’unica luce che ci e’ data, e’ sostanza di ogni cosa. Altrove lo cantava anche Ligabue: “L’amore conta, conosci un altro modo di fregar la morte ?”.

Tralascio tutto dell’intreccio, non commento la meravigliosa italianita’ dei personaggi, taccio sugli attori in stato di grazia… Ma scrivo qui che Valerio Mastandrea e’ il volto di questo primo incerto scorcio del millennio – di sicuro e’ il mio volto.

Finale liberatorio al mare, perche’ i simboli hanno la loro forza.

Festa della Riconciliazione

Ieri in Sud Africa si e’ celebrata la Giornata della Riconciliazione: un paese in festa ricorda la fine di un sistema legislativo risalente al 1948 e smantellato definitivamente solo con le elezioni del 1994.

Un po’  e’ come se avessi fatto festa anch’io: a Citta’ del Capo sono stato nel 2006, pochi giorni sufficienti per innamorarmi di un paese che unisce bellezza e contraddizioni al limite dell’incredibile.

E poi la fine dell’apartheid come la caduta del Muro di Berlino che citavo qualche settimana fa: quando la Storia compie meraviglie.

Incurante della nostra sfiducia quotidiana.

Un Errore Politico

“Il rischio è che le due Italie non riescano più a parlare tra loro perché non condividono più la stessa realtà, e forse neanche le parole per definirla.” – Giovanni De Mauro, Internazionale #816

Sono anni che non guardo più la tv generalista.

Forse l’errore e’ tutto qui: se perdo la capacita’ di comunicare con chi mi sta vicino, cosa me ne faccio delle mie idee ?

Two Lovers

Penalizzato da un lancio infelice (“una commedia romantica” – ma forse e’ solo colpa di un quotidiano distratto), poco attraente di suo (statico, livido, claustrofobico in ogni inquadratura), Two Lovers e’ uno di quei film che non sai bene come prendere.

Caso curioso. Avevo pensato quasi subito a Dostoevskij, ma il senso di disagio che non mi abbandonava mi aveva lasciato perplesso. Poi stamane leggo che il regista James Gray si e’ ispirato a “Le Notti Bianche”, esattamente il romanzo secondo me piu’ ansiogeno dello scrittore russo.. Chissa’, forse capisco ancora qualcosa – se non altro di me stesso ;-)

Gray svolge un tema abusato – Joaquin Phoenix deve scegliere tra Gwyneth Paltrow e Vinessa Shaw (bravissimi tutti e tre) – ma lo fa con un’attenzione incredibile per i dettagli di oggi: le contraddizioni della convivenza prolungata con i genitori, l’apatia verso le cose concrete, la presenza ossessiva dei cellulari. Domina la solitudine: nessuno dei protagonisti e’ in sintonia con l’altro, i sentimenti sono illusioni appoggiate su una realta’ che non c’e’. Fino a quando …

Visivamente aderente ai contenuti (finestre, grate e muri si frappongono sempre tra i personaggi), il film procede denso ed ambiguo fino alla conclusione: e ciascuno e’ libero di prenderla come vuole.

Il pubblico in sala non ha apprezzato, e forse nemmeno io: un’esperienza frustrante, ti chiedi perche’ farla. Ma potrei anche dire: a nessuno piace guardarsi allo specchio. Se al cinema cerchiamo degli stimoli, bene anche questa volta la missione e’ compiuta.

Per una volta, allego il link alla bella recensione di pcolizzi@gmail.com