Lestrigoni e Ciclopi

“I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.” – Costantino Kavafis

Oggi si va di citazioni (questa l’ho rubata all’Iguana): il pensiero va nutrito.

Gran Torino

Clint Eastwood regista ha un talento inarrivabile: e’ talmente bravo che non si vede. Fateci caso: nei suoi film non ti viene mai da giudicare la regia, il montaggio, la fotografia … La tecnica scompare: ci sono solo il racconto e i suoi personaggi – e quello che hanno da dirti ti entra sottopelle, e non va via piu’.

Gran Torino‘ e’ un film fatto di niente, racconta cose semplici, ma e’ di una verita‘ che lascia senza parole: l’intelligenza e la sensibilita’ di Clint regista sono pari soltanto al suo carisma come attore, la miscela che ne esce e’ un film destinato a restare.

Si ride tanto, ci si indigna, ma soprattutto si ascolta in silenzio. E si esce piu’ forti di prima.

The Wrestler

Venerdi’ sera, ancora una volta il film giusto al momento giusto.

Davvero sorprendente “The Wrestler“, l’ultimo film interpretato da Mickey Rourke. Un racconto minimalista che il regista Darren Aronofsky gira in modo molto personale: scegliendo la grana grossa, in tutti i sensi, ma dimostrandosi capace – grazie anche ad attori in stato di grazia – di cogliere le sfumature piu’ sottili dell’anima dei suoi personaggi.

La storia e’ toccante e l’ambientazione, squallida in ogni inquadratura, e’ ahime’ piu’ vera del vero. La riflessione sul dolore che si fa cerniera tra il fallimento e la redenzione non e’ di per se’ originale: ma bisogna saper scegliere da che parte guardare – questo e’ sempre originale.

Alla fine quando le luci si accendono il pubblico attonito resta in piedi, fermo, ad ascoltare Bruce che canta sui titoli di coda.

Mamma mia.

Valzer con Bashir

Lo aspettavo da tempo, sapevo sarebbe arrivato a dirmi qualcosa.

Ancora un film d’animazione, ma questa volta i bambini restano a casa: l’israeliano Ari Folman scrive e dirige un lavoro intelligente, complesso e originale. Un viaggio nella memoria di Israele – i numerosi flash back ci portano nel Libano negli anni ’80 – che mostra tutta la sua forza fin dalla prima scena: il percorso e’ individuale ma di tutti, siamo di fronte ad una riflessione sulla guerra, certo, ma anche sull’elaborazione del lutto, del dolore, dell’incomprensibile.

Cinematograficamente eccezionale, intensissimo per contenuti, narrazione, personaggi e ambientazioni, ‘Valzer con Bashir’ e’ un capolavoro di umana sensibilita’ che, nonostante dica inesorabilmente di morte, parla alla vita – la lascia piu’ forte.

Quando la Redenzione passa per il cinema.

Il Bambino Fifone ed i Suoi Fratelli Maggiori

Qualche giorno fa sul mio settimanale preferito (n° 770) mi sono imbattuto in un articolo assai curioso: secondo alcuni scienziati, la struttura biochimica del cervello sarebbe del tutto compatibile con l’esistenza in ciascuno di noi di molti ‘sé stessi’. In un dato istante – o per un certo periodo – uno prevale sugli altri, ma il carattere ed il comportamento di una persona sarebbe il risultato di una continua dialettica tra i vari ‘sé stessi’ interni. Esserne consapevoli aiuta: a tirare fuori mediamente il meglio di noi – e a non impazzire quando si fatica a ricomporre tutte le voci spesso in bisticcio tra loro.

Nulla di troppo originale, la base scientifica mi era parsa poco piu’ di un divertimento intellettuale, ma il tutto mi e’ tornato in mente oggi – una giornata del caxx come non me ne capitavano da tempo.

Le crisi sono opportunita’, gli sbagli rinascite… Uff oggi e’ l’ultima volta che lascio fare al me stesso fifone della vita !

Amen :-)

Un Passo Avanti

Anche la realta’ piu’ complessa e sconfortante ha una forma, un motivo, una struttura che puo’ essere raccontata – e capita.

Napoli, 1994-2005: tre fondamentali articoli di Carlo Bonini ci aiutano a fare il punto su una delle vicende piu’ incredibili del dopoguerra italiano.

“Grande e’ il disordine sotto il cielo”: lo disse una volta qualcuno in Cina, lo hanno ripetuto nei giorni scorsi a Napoli. Vietato lasciarsi impressionare, c’e’ ancora da lavorare.

Tanto.