Elena Bucci Locandiera per Goldoni

Leggo che Elena Bucci proviene dal teatro di ricerca, e che suo obiettivo e’ riproporre i classici alle nuove generazioni: se ne e’ accorto anche il sottoscritto spettatore occasionale, vuol dire che e’ proprio vero.

La commedia di Goldoni e’ un classico che piu’ classico non si puo’, la compagnia teatrale Le Belle Bandiere la presenta al Teatro Carcano in una versione quasi fumettistica: colorata (le bellissime luci di scena), esasperata (gli attori-marionette), fantasticata (il minaccioso cigolio fuori scena, le ombre spettrali proiettate sullo sfondo).

Tre personaggi-simbolo (il nobile, il ricco ed il cinico) sono alle prese con la femminilita’ della protagonista, anima libera ed indipendente che per sopravvivere a se stessa sceglie un matrimonio vuoto e banale. Tutti insoddisfatti, compreso il non amato marito.

Commedia nei toni, dramma nei contenuti: la versione della Bucci sottolinea il senso di spaesamento per un mondo di ieri che potrebbe essere quello di oggi: la barca che cigola fuori scena non e’ mai affondata, i fantasmi sullo sfondo sono senza tempo perche’ senza tempo sono i personaggi raccontati.

Tanti spunti forse non cosi’ ben amalgamati, ma la passione degli attori e’ genuina, e poi vuoi mettere vedere il Teatro Carcano pieno di liceali !

Un Gioco da Grandi: Quello delle Parti

Insisto: io amo Pirandello.

Ieri sera al Teatro Carcano era di scena la prima milanese de “il Giuoco delle Parti”: allestimento dello Stabile di Calabria, protagonista Geppy Gleijeses.

Il testo e’ fantastico: compatto nell’azione (tutto avviene in poche ore), denso nei contenuti (la vita adulta come recita che si puo’ solo assecondare), spettacolare nello svolgimento (il ribaltamento finale, cosi’ “necessario” pur nella sua follia).

La messa in scena e’ notevole e sempre efficace, anche quando osa piu’ di quanto ti aspetteresti (la sequenza da Arancia Meccanica, il secondo atto nella camera – manicomio). Ottimi, per quel che ne posso capire io, gli attori.

Prima volta al Carcano senza Bosetti: lascio anch’io il mio saluto, quel che segue sara’ certo un nuovo inizio.

Il Platonov di Cechov

Cechov a teatro è piuttosto impegnativo: avevo già visto ‘Il Gabbiano’, mercoledì sera è stata la volta di ‘Platonov’.

Opera giovanile, sta scritto, troppo carica piuttosto che lacunosa. Ma sempre di Cechov si tratta.

Posso confermare: i molti temi, rappresentati dai molti personaggi e dalle loro relazioni, faticano ad imporsi all’attenzione dello spettatatore occasionale, specie se cotto dopo una giornata di lavoro…

Ma il dramma decolla nella seconda parte, quando tra i molti spunti emerge nitido il discorso sull’amore, o meglio sulle sue brutte copie: vuote, immaginate, sbagliate, sempre ‘inutili’.

Brutte copie che si raccontano come storie d’amore, ma che alla disamina dell’autore si rivelano per quello che sono: una copertura per le miserie personali dei singoli.

Modernissimo.

Una certezza in scena Alessandro Haber e in sala l’accoglienza del Teatro Carcano: questa volta per tutti gli auguri di Bosetti !

Un Attore Moderno

Mercoledì nuova prima al Teatro Carcano di Milano: in scena “L’Attore”, la trasposizione teatrale firmata da Tullio Kezich di un romanzo di Mario Soldati, regia di Giulio Bosetti.

La vicenda – un vecchio attore si rovina per una giovane poco di buono – non è particolarmente originale e di sicuro non è allegra, ma la messa in scena è potente e moderna: un palco nel palco, dove passato e presente si mescolano in modo suggestivo e la solitudine dei personaggi ha una chiara rappresentazione visiva nei loro dialoghi senza sguardo.

Sempre bravo Antonio Salines, anche se alle prese con un personaggio piuttosto fastidioso. Meglio Nora Fuser, la vecchia e malandata moglie, sola ad essere rimasta ‘viva’ in mezzo alla pochezza morale che la circonda.

Fuori scena, ottima la compagnia e sempre favolosa l’ospitalità del Teatro :-)

Ancora al Carcano: La Badante

Fulminazione in tre atti.

Una vecchia in odore di alzheimer non sopporta la propria badante. Stacco.
Due fratelli si trovano diseredati: chi accusare ? Stacco.
Flashback: la realta’ che si capovolge.

Tre quadri statici eppure rapidissimi, personaggi appena accennati ma definitissimi, messa in scena ed introspezione psicologica che riportano alla mente il Moravia degli ‘Indifferenti’: il regista Cesare Lievi ci ha vinto un premio lo scorso anno, come miglior autore di novita’ italiana – e si capisce perche’.

Le amiche sono scappate via prima.

Invece e’ una scarica elettrica: tzzd … tzd … tzzzzd e ti riscopri vivo.

Goldoni ! Sior Todero Brontolon

Come promesso (qui), due parole sulla mia ultima uscita a teatro.

Mercoledi’ scorso al mitico Teatro Carcano: perche’ e’ vicino a casa, perche’ a Milano e’ una leggenda, perche’ le amiche sono compiacenti ;-)

Goldoni me lo ricordo dal liceo: allora capivo poco, ma intelligenza e leggerezza erano due qualita’ che ero gia’ in grado di riconoscere..

Il “Sior Todero brontolon” messo in scena dalla compagnia di Giulio Bosetti non tradisce le attese: la commedia e’ fresca e per niente datata (l’animo umano e’ sempre lo stesso, secolo dopo secolo…), ed anche uno spettatore occasionale come me si accorge che gli attori sono bravissimi – Bosetti a parte, una citazione per la ‘nuora’ Nora Fuser.

Esilerante la scena in cui Meneghetto ‘affronta’ sior Todero: e quanto e’ vera … Ancora una bellissima serata.