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quaderno di cose belle

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The Hurt Locker

Questa settimana ero gia’ andato a ballare a Madrid, questa sera mi serviva per ristabilire il ciclo del sonno, cosi’ ne ho approfittato …

Il film trionfatore della notte degli Oscar 2010 e’ fenomenale, parte surreale ma ti accorgi subito che invece e’ iperrealista. Kathryn Bigelow concentra il suo immenso talento spettacolare in un film che pare girato in presa diretta. La tensione e’ alle stelle per due ore, lo spettatore ipnotizzato entra in uno stato di trance come di rado capita in un film, il finale potente ed ambiguo coglie nel segno.

Tra gli spettatori non un respiro, non un battito di ciglia, solo contemplazione attonita di una guerra che e’ cronaca.

Un’esperienza.

Avatar, di James Cameron

Adrenalinico, immaginifico, coloratissimo, spettacolare all’inverosimile ma in più di un passaggio tenero, dolcissimo, quasi poetico: l’ultima fatica di James Cameron è come tutti dicono – uno spettacolo grandioso.

Il 3D è più che altro una scusa, dopo un pò non ci fai più caso, ma ogni inquadratura lascia a bocca aperta: e possono essere la natura di Pandora come le macchine da guerra, i corpi che si inseguono o i terminali virtuali …

Terminator, Aliens, The Abyss, Titanic, Avatar: Cameron inventa mondi, sposta le frontiere della coscienza, costruisce esperienze gigantesche – e tu non ti sei mosso dalla sedia.

Vabbe’ ci siamo capiti: mamma quanto mi sono divertito :-)

Invictus, il Sud Africa di Clint

Mi piace parlare delle cose che conosco: perché le ho vissute, viste, o anche solo assaporate.

In Sud Africa sono stato qualche giorno, Robben Island l’ho vista dalla costa, il rugby e’ di moda ed a San Siro con gli All Blacks c’ero anch’io…

Suggestivo il nuovo film di Clint Eastwood: l’intuizione di un uomo trasforma uno sport elitario in un formidabile strumento di unificazione. La forza della visione.

Bellissima la prima parte del film, con l’umanissimo Mandela proiettato ai vertici della polveriera; più scontata la seconda: lo sport al cinema fatica a trovare il suo spazio.

Ma la storia raccontata e’ vera, per questo mette i brividi: e Clint ce la rende familiare, ‘normale’, ispirazione per ciascuno di noi.

Ne vogliamo ancora.

La Prima Cosa Bella

L’ultimo film di Paolo Virzi’ lascia stupefatti: e’ di quelli che esci dalla sala e ti chiedi “Ma come gli e’ venuto in mente ?”.

Malinconico e struggente nei contenuti, leggero e solare nella forma: l’amore come anima del mondo, non importa se bello o brutto, giusto o sbagliato, felice o non corrisposto – e’ comunque l’unica luce che ci e’ data, e’ sostanza di ogni cosa. Altrove lo cantava anche Ligabue: “L’amore conta, conosci un altro modo di fregar la morte ?”.

Tralascio tutto dell’intreccio, non commento la meravigliosa italianita’ dei personaggi, taccio sugli attori in stato di grazia… Ma scrivo qui che Valerio Mastandrea e’ il volto di questo primo incerto scorcio del millennio – di sicuro e’ il mio volto.

Finale liberatorio al mare, perche’ i simboli hanno la loro forza.

A Christmas Carol 3D

Ancora su Londra.

L’ho girovagata a piedi quest’estate, poi – in attesa di tornarci – mi sono affidato al cinema: qualche settimana fa, con la scusa di seguire Sherlock Holmes, l’ho visitata alla fine dell’ottocento (il Tower Bridge e’ stato in costruzione tra il 1886 ed il 1894), ieri, grazie al nuovo giocattolo della Walt Disney, ci sono stato di nuovo ma mezzo secolo prima: il racconto di Dickens e’ del 1843.

La resa cinematografica della citta’ e’ in effetti la cosa piu’ riuscita del film di Robert Zemeckis, l’unico tocco di ‘poesia’ in un film per il resto fracassone ed un po’ noioso.

Jim Carry si immola come sempre a rendere piu’ veri del vero i personaggi piu’ irreali (questa volta non e’ coperto da chili di trucco, ma da gigabyte di manipolazioni digitali), ma gli occhialini pesano sul naso ed i folli voli alla fine provocano il mal di mare …

Ai margini, la neve in 3D cade piano sui tetti e i giovani spazza-camino lavorano aspettando la festa: la pace alberga ovunque, e’ sempre questione di scegliere.

Quello Sciroccato di Sherlock Holmes

Il mito rinnovato.

Ritmo indiavolato, suspance, azione, violenza qb ed un tocco di horror: il tono e’ sempre leggero, Holmes una specie di supereroe che entra in azione accompagnato da una melodia alla Sergio Leone. Una sorta di spaghetti western all’americana, rivisitato col gusto dei videgiocatori del nuovo millennio: divertentissimo.

Azzeccati gli attori, il regista Guy Ritchie non si vede e quindi c’e’. Spettacolare la Londra ottocentesca: la trovata delle trovate, il Tower Bridge in costruzione.

Alla fine il pubblico non lascia la sala, ne vuole ancora, esce parlando concitato del seguito che gia’ e’ promesso… Ah, Moriarty, come faremmo senza di te !!

Filmone, cervello disattivato ed ottima compagnia: qualcuno chiede di piu’ ?

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