marcopergioco
quaderno di cose belleElia
Con l’approssimarsi della notte, Elia usci’ dalla citta’ per dormire nel deserto.
Elia disse:
” Signore, sono stanco, sto sprecando la vita che mi hai dato – non riesco ad essere felice. Per quanto mi sforzi, per quanto mi prodighi nel mio lavoro e per gli altri, arriva sera senza gioia. Non riesco a colmare il vuoto che mi hai scritto dentro – non sono riuscito a capire a cosa serve. Credevo di saperlo, ma evidentemente mi sbagliavo. Abbi compassione del tuo inutile servo, e questa notte vieni a prendermi. “
Elia si corico’ e si addormento’.
Ed ecco venne il Signore.
” Elia, svegliati: ne’ oggi ne’ domani ti verro’ a prendere. Svegliati e mangia, perche’ la strada e’ ancora lunga. “
Elia si sveglio’. E mangio’.
” Signore, forse non mi sono spiegato. ho commesso il peccato piu’ grave – non ho piu’ voglia di avere speranza. Vienimi a prendere ! “
Elia si addormento’.
E il Signore torno’.
” Oh Elia, testardo e sciocco, mi contraddici ? Credi forse che i tuoi peccati siano piu’ grandi dei miei piani? Svegliati, mangia a cammina. “
Elia si sveglio’. E mangio’.
” Vedi Signore, la mia anima e’ secca. Bruciala – non sentiro’ alcun male. “
Elia si addormento’.
Ed il Signore parlo’:
” Oh Elia … come te lo devo dire? UOMO, CORRI ! Non ti serve sapere altro. Abbi Fede: la tua fatica non sara’ vana. “
Elia si sveglio’.
Nella mente, lo stridore delle chitarre l’odore del grasso sulle corde le luci a giorno sul palco e rumori di rock and roll a saturare l’aria. Un uomo con la chitarra nella notte, la voce roca, il volto sudato – ‘… because i am a man with a mission …’
Era oramai l’alba.
Elia si alzo’,
si diede una bella stirata,
e torno’ in citta’.
[luglio 2000]
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